T’qui n’se smusica: The Ramones

Il fatidico 15 del mese è arrivato. Questa volta ci getteremo a capo fitto nel passato. Parleremo di coloro che dal 1974 al 1996 eseguirono 2.263 concerti con una media di due date a settimana (da Wikipedia). Coloro che per trent’anni non hanno mai perso l’essenzialità che li contraddistingueva e che li contraddistingue tutt’oggi, coloro che per primi hanno fatto dell’adrenalina un punto di forza. Il gruppo che ha all’attivo 14 album studio, 6 live e 17 raccolte, prodotte per lo più dopo lo scioglimento, la band newyorkese che ha ispirato generazioni e generazioni di rockers. Fratelli, sorelle, coetanei, adulti, inchinatevi al cospetto dei creatori del punk primordiale: i miei zii, i Ramones.

Ho cominciato ad ascoltare il punk quando facevo le elementari grazie ad una forte influenza paterna.. e da allora non ho mai smesso. Ho iniziato con gruppi come i Sex Pistols, Damned, ma il gruppo a cui assolutamente devo tutto per essere così come sono oggi, sono i mitici!! Ritmi incalzanti, pop adolescenziale prima e punk vissuto dopo, energia allo stato puro. Coloro che in trent’anni hanno in parte cambiato le sorti della musica, prendendo spunto inizialmente dai Beatles per poi aggiungere al tutto un bella carrettata de sdegno!! E’ semplicistico dire che sono cresciuto con pane e Ramones: durante la mia infanzia e durante la mia adolescenza non ho fatto altro che ascoltare loro e gruppo ad essi affini.. io i Ramones li ho potati agli esami di terza media!!

 

da sinistra a destra: Johnny, DeeDee, Joey e Marky.

 

Per questo non mi resta semplice fare una “recensione” del gruppo non di parte.. mi resta difficile anche solo l’idea di scrivere qualcosa su di loro perche ogni informazione, ogni episodio simpatico e non, ogni canzone, mi riporta inevitabilmente alla mente qualcosa. I quattro finti fratelli non si tramandano tramite i loro nomi fasulli, non si cerca di farli ascoltare elogiandoli, non si trasmettono agli altri in maniera semplice.. sono parte di me oramai. I Ramones vanno vissuti nel vero senso della parola.

“Quattro ragazzi, tre accordi, canzoni che raramente superavano i due minuti e mezzo: quando nella primavera del 1976 il primo album dei Ramones arrivò a Londra la vita di migliaia di giovani non fu più la stessa. La band di Forest Hills, New York, eliminò dal rock il superfluo e lo riportò alla sua essenzialità, esemplificando con i suoi slogan e i suoi testi consapevolmente naif la frustrazione e l’alienazione dei teenager, il desiderio di cambiare il mondo. Il tempo si fece più veloce! Questa è la storia di una band di culto, che non ha mai conosciuto il successo nel circuito mainstream: dagli esordi nella mitica scena newyorkese del CBGB fino alla collaborazione con Phil Spector, dalla nascita del loro sound minimale e del loro inconfondibile look – giubbotto di pelle nera, T-shirt e scarpe da ginnastica-, ai problemi con l’alcolismo e droga che ne hanno segnato il percorso e lo scioglimento. Scomparsi oramai tre dei quattro membri fondatori, i Ramones sono più vivi che mai!” (da “Ramones. La biografia ufficiale“).

L’poro Gioacchino

2 risposte a T’qui n’se smusica: The Ramones

  1. In bocca al lupo ai Ramones.

  2. Potresti gentilmente dirmi come hai sviluppato la tesina sui Ramones per l’esame,dato che anche io ho avuta la stessa tua idea?

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