Che è guerra non c’è dubbio. Come non lo è il fatto che la nostra centocinquantenne Italia non ne uscirà immune e senza alcun graffio. Il colonnello libico ha già dichiarato che la pagheremo cara e io mi sono posto una domanda: ma quali sono gli obiettivi che il Rais vorrà attaccare?
Dunque, partendo dal presupposto logico che gli obiettivi della controffensiva del dittatore potrebbero essere dei luoghi strategici e simbolici e non l’intera penisola (come piacerebbe ai leghisti), potremmo far coincidere questi con Milano (o un altro simbolo dell’economia italiana), Roma (simbolo della cultura italiana) e il Vaticano (simbolo della tradizione e della religione italiana e occidentale per eccellenza).
Scartando a priori Roma, della cui scomparsa sarei molto addolorato, e Milano, senza la quale il salame non sarebbe più lo stesso, rimane il Vaticano (che non è Italia, ma lo è) come possibile obbiettivo di un raid aereo da parte del Rais. Leggi l’articolo completo →
Essere Padani non significa solamente votare Lega Nord per l’indipendenza della Padania (l’ho scoperto ieri che il vero nome del partito è questo), ma vedere il mondo con altri occhi, è un sentirsi appartenenti ad una nazione con un tricolore senza bianco né rosso. Infatti lo scorso 5 Giugno il Partito padano non si è privato il lusso di decretare il volto più bello del Nord Italia, consuetudine che va avanti dal 1998.
E’ passata da poco la famosa “Legge Bavaglio” e nei telegiornali si sente dire che il Pdl vede in questa manovra una maggiore tutela per la privacy e per la democrazia; l’opposizione si oppone. Cosa mi sento di dire riguardo a questo clima politico?!Mah…
Prendiamo per buone le tesi del Re: l’Italia è sotto una sorta di spionaggio continuo, uno chiama un amico e viene intercettato (roba da stalinismo russo, KGB o cose simili). Io sarei d’accordo con il Re; non mi va di vivere sotto la tutela della Grande Mamma (Stato Kafikiano). Ma sappiamo che oggi come ieri se c’è un detentore del potere, è lui che usa questi presunti servizi segreti (di stampo sovietico; quelli che berlusconi identifica con magistrati comunisti) per i suoi fini, per la sua stabilità, etc. Leggi l’articolo completo →
Giovedì mattina siamo partiti e a farci compagni sul treno c’era un vecchietto robusto che imprecava Dio per l’Italia che oggi ci apparteneva: un’Italia di m. Il suo sfogo era però rivolto verso una poveretta di colore che non trovava nessun posto libero su cui sedersi; giù sproloqui sulle donne (tutte p.) e sul governo (“semo come al tempo del fascismo” diceva), bestemmie di qua, parolacce dilà e, in breve tempo, siamo arrivati a Foligno e poi a Roma.
L’accoglienza è stata principesca. Il Palazzo è una struttura di quelle che ci si immagina solamente dall’ascolto di qualche pezzo di musica classica(come in quello presente nel video postato); tutti gli hostess o le hostess(li chiamo così solo per dare un’idea) sono vestiti, oltre che in giacca e cravatta, con una specie di papillon con il tricolore attaccati sull’estremità delle spalle: la ridicolezza personificata dall’eleganza e dalla serietà, dunque.
Entrando all’interno siamo stati accolti nella famosa Sala della Lupa e abbiamo ascoltato le parole di alcuni onorevoli, una su tutte l’on. Aprea. Durante tutto il suo discorso ha sottolineato come loro puntano su noi ragazzi, su come noi dobbiamo fidarci delle nuove generazioni e, passando al momento delle domande, una ragazza, molto intelligentemente e con grande coraggio, le ha chiesto come mai si riempisse la bocca di tutte queste belle parole mentre nella realtà lei, anche con la legge che porta il suo nome (legge Aprea) , e il suo governo non stessero facendo altro che tagliare i fondi e le gambe all’istruzione ed alla nostra generazione. La risposta è durata circa 20 minuti (probabilmente perché non voleva lasciare spazio ad altre domande su quello stile, dato che il tempo a disposizione non era infinito) ed ha solamente detto che il momento storico è difficile e che per non fare la fine della Grecia bisogna tagliare, a malincuore, ma tagliare. Peccato, aggiungo io, che gli stipendi degli insegnati di religione siano aumentati e che i finanziamenti alle scuole private (meglio se cattoliche) sono aumentati allo stesso modo. Leggi l’articolo completo →