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La frutta e chi la mangia

Berlusconi è un uomo finito. Lo è perché i Referendum hanno dimostrato che l’Italia sta cambiando, ma non tanto perché è diventata comunista tutta d’un botto, ma perché ha iniziato a pensare con la sua testa, a non obbedire al dictat di un padrone che “suggerisce” (esplicitamente e implicitamente, basta guardare il Tg1 di Minzolini e le sue previsioni del tempo che riportavano le parole di B.) di andare al mare anziché recarsi alle urne.

Che il risultato sia allettante non c’è dubbio. La base sociale riconducibile alla sinistra (tutta) si è mossa ed ha scelto di “metterci una croce” sui personalismi e gli interessi delle cricche, che trovavano voce nel governo. Ma il raggiungimento di un quorum così amplio dimostra anche (e appunto) che il popolo di destra ha compiuto un gesto di “disobbedienza” al padrone, ha agito secondo coscienza e democraticamente.

Ma questo non basta a descrivere una vittoria così sentita. Se da un lato la base sociale di sinistra si è mossa contro la privatizzazione dei servizi idrici (questo in particolare è il tema più discusso), la sua dirigenza, ovvero l’intellighenzia piddina, che, nel momento della raccolta firme per il referendum non ha fatto altro che remare contro i vari comitati e partiti impegnati in questa battaglia, è risultata molto ambigua.

Prima di tutto perché la vittoria schiacciante dei Sì non ha fatto solo capire che quella legge non era voluta dal popolo, ma che l’acqua deve restare un bene comune. Non si possono accettare posizioni ambigue su questo. D’altronde Bersani, segretario di un partito che non si è mai schierato nettamente contro la gestione dei servizi idrici in mano ai privati, ha già dichiarato che la possibilità di gestione di alcuni acquedotti in mano ad aziende non è da escludere. Ah, per correttezza devo dire che il suo partito porta il nome di “democratico” e che il referendum è l’espressione della volontà popolare (democrazia diretta).

Quindi. Tanti applausi al popolo di sinistra e al questo nuovo popolo di destra, nascete dalle ceneri del berlusconismo; un po’ di fischi a chi in un modo o nell’altro è salito nel carro dei vincitori, abolendo “delle norme che spostando due virgole ripropone pari pari” (cit, Corrado Guzzanti, che però non aveva capito chi le avrebbe riproposte).

Mimmo Carini

La ricchezza era un bene prezioso

C’era una volta un vecchio paese povero. Era povero perché non aveva energia a sufficienza per far funzionare tutti i marchingegni inutili che sfornava. I marchingegni li sfornavano le aziende e nelle aziende ci lavoravano i lavoratori. Questi non guadagnavano molto ma producevano parecchi marchingegni.

Ogni lavoratore che tornava a casa accendeva la televisione su un canale di Stato e vedeva una pubblicità del marchingegno inutile che lui stesso aveva prodotto. Il lavoratore così si invogliava del marchingegno inutile e andava a comprarlo in un iper-mercato, nato da poco sulle ceneri di un vecchio negozio dello scienziato del paese. Gli scienziati infatti erano morti tutti e nel vecchio paese povero esistevano solo iper-mercati.

Il lavoratore, che comprava il marchingegno inutile, prodotto da lui stesso e che adesso voleva far funzionare, aveva bisogno di energia. Ma il vecchio paese povero era povero perché non aveva energia a sufficienza per far funzionare tutti i marchingegni inutili comprati dai lavoratori che producevano marchingegni inutili.

Fu così che un giorno il vecchio paese povero decise di sfruttare un sistema di produzione dell’energia non molto sicuro e non affatto ecologico, ma che aveva promesso tanto rendimento. Il vecchio paese povero non fu mai più povero.

Il vecchio paese povero si era trasformato in un nuovo paese ricco, nel quale i lavoratori potevano utilizzare tutti i marchingegni inutili che loro stessi avevano prodotto e dove le scorie radioattive, prodotte dal nuovo sistema poco sicuro di produzione dell’energia, venivano regalate ad ogni lavoratore che comprava un marchingegno inutile da lui stesso prodotto, perché il ministro dell’informazione del nuovo paese ricco aveva dichiarato che non c’è nulla di più innocuo e simpatico di scorie radioattive nel giardino di ogni lavoratore che produce marchingegni inutili.

A questo punto tutti potevano lavorare, tutti potevano far funzionare il risultato del proprio lavoro e tutti potevano riempire il giardino con oggetti simpatici ed innocui. Nel nuovo paese ricco tutti avevano capito una cosa: far funzionare marchingegni inutili è bello e soprattutto conviene proprio a tutti.

Mimmo Carini

Dedicato a tutti quelli che il 12 e 13 Giugno non andranno a votare.

Mimmo Carini

“Chi volete che vi liberi, Barabba o Gesù detto il Cristo?”

Il 12 e 13 Giugno, oltre che per fermare la privatizzazione dell’acqua e del ritorno al nucleare (follia che spiegherò in un altro articolo), si dovrà votare anche per fermare il Legittimo Impedimento, una legge fatta dagli avvocatucci unti di Berlusconi presenti in Parlamento, che la ritengono un antidoto contro i “magistrati comunisti” che vogliono processare B. ad ogni costo.

Quindi se vince il no Berlusconi non potrà essere processato e gli Italiani non potranno mai sapere se hanno un Presidente del Consiglio onesto o meno; se passa il sì, al contrario, i magistrati (in base al regolare ordinamento dello Stato, che non è stato inventato l’altro ieri) potranno verificare se Silvio Berlusconi ha commesso azioni illegali o meno.

Tuttavia affrontare l’argomento è alquanto imbarazzante e ben poco di razionale ci sarebbe nel proporre tesi e antitesi, motivi per cui votare sì e motivi per cui votare no, perché i fatti stanno a zero: se passerà il sì la legge sarà uguale per tutti e il cittadini saranno sicuri che il Presidente del Consiglio che li rappresenta, almeno al livello formale, è una persona onesta; se passa il no questo non sarà dato di saperlo, poiché Berlusconi non potrà essere processato.

Quindi, a seconda della vittoria del sì o del no, avremo due Berlusconi che ci si presentano davanti: uno processato e quindi onesto (o colpevole e carcerato, ma scartiamo questa ipotesi ché siamo “ottimisti”) e un altro non-processato e quindi potenzialmente delinquente.

Di promesse ne ha fatta già tante lui (ici sulla prima casa, culi ad ogni ora su Mediaset, scudetto al Milan, …) e i trenta denari sono già stati distribuiti ben bene. Ma nel più profondo del tuo cuore, oh Italia!, chi vuoi libero: Gesù (processato e quindi senza ombra di dubbio) o Barabba (non processato e quindi possibile delinquente)?

Mimmo Carini

Acqua Pubblica: Sì!

Il 12 e il 13 Giugno ci sarà il Referendum,  che da programma dovrebbe contenere 4 quesiti: 2 sulla privatizzazione dell’acqua, 1 sul nucleare e 1 sul legittimo impedimento. Ma visto che abbiamo un governo ladrone, che non lascia decidere i cittadini, ma le lobby che hanno interessi in gioco, ancora non si sa bene come, dove, quando e per cosa si voterà. Sembra che il quesito sul nucleare sia saltato e anche quello sull’acqua pubblica sia a rischio.

Noi cerchiamo comunque di sostenere il Sì, per questa battaglia referendaria, anche perché su Facebook è un po’ di tempo che girano slogan allarmanti: “Secondo i sondaggi il 70% degli italiani non sa che il 12 giugno si voterà per 4 referendum. Questo significa che TU dovrai trovarne almeno 3, informarli e portarli a votare 4 SI’ per bocciare la privatizzazione dell’acqua, il nucleare e il legittimo impedimento. 4 SI per dire NO (copia e incolla ovunque).

Tuttavia, bando alle ciance, noi abbiamo già parlato in passato del benedetto Referendum, della raccolta firme per promuoverlo e siamo tutt’ora vicini alla battaglia del Comitato Promotore per il Sì all’acqua pubblica. Ho trovato un bel manifesto sul sito del comitato (clicca qui per scaricarlo). Leggete, passate parola ai vostri amici e soprattutto andate a votare contro la privatizzazione dell’acqua: perché si scrive acqua, ma si legge democrazia!

Mimmo Carini